Lao Tsu

The light of the sun, when it rises, always reminds me of your hazel eyes, the long eyelashes of those who knew how to dream, and your oriental smile of a boy born and raised in the Dragon’s land.

Indomitable heart, generous warrior with an open smile, an explosive laugh like the fires of the Chinese New Year. God had made you so beautiful, Lao Tsu, and even if you were just a boy, you were appreciated by the elders, and loved by the people of your village.

Defying sleep, every morning you came out of your little house, to go see the dawn, to fill your eyes with all that beauty. The bamboo canes, the ears of rice that came out of the lake, the sky that gradually brightened, and the Sun peeping out to the east, red and golden like a big orange.

And the inhabitants of the lake? You had learned to observe the flight of the kingfisher, you would have been able to say in which moment it would have started to take fish from the pond. And the stork? You knew what place it had chosen to nest, and observed, with care, the male brought food to its companion during the hatching of the eggs.

There was a piece of love in each of those creatures, in the care they took to fulfill their role, within that perfect balance. No one took more for itself than was necessary, and everyone did not lack what it needed.

You understood observing those creatures what a great lesson every day gave you Nature. And little by little you tried to conform your own life.

And many years later, when you told the world about the Way of the Tao, would those who listened to your teachings ever think, that you had learned certain things on the bank of that pond?

 


La luce del sole, nel momento in cui sorge, mi ricorda sempre i tuoi occhi color nocciola, le ciglia lunghissime di chi sapeva sognare, e il tuo sorriso orientale di ragazzo nato e cresciuto nella terra del Drago.

Cuore indomito, generoso guerriero dal sorriso aperto, risata esplosiva come i fuochi del Capodanno Cinese. Dio ti aveva fatto così bello Lao Tsu, e anche se eri soltanto un ragazzo, eri apprezzato dagli anziani ed amato dalla gente del tuo villaggio.

Sfidando il sonno, ogni mattino uscivi dalla tua casetta, per andare a vedere l’alba, per riempirti gli occhi di tutta quella bellezza. Le canne di bambù, le spighe di riso che fuoriuscivano dal lago, il cielo che poco a poco si rischiara, ed il Sole che fa capolino ad est rosso e dorato come una grossa arancia.

E gli abitanti del lago? Avevi imparato ad osservare il volo del martin pescatore, avresti saputo dire in quale istante si sarebbe lanciato a prendere i pesci dallo stagno. E la cicogna? Sapevi quale posto aveva scelto per nidificare, e osservavi, con quanta cura, il maschio portava da mangiare alla sua compagna, durante la cova delle uova.

C’era un pezzo d’amore in ognuna di quelle creature, nella cura che ci mettevano per compiere il loro ruolo, all’interno di quell’equilibrio perfetto. Nessuno prendeva per sé più di quanto gli fosse necessario e ad ognuno non veniva a mancare ciò di cui aveva bisogno.

Comprendevi osservando quelle creature quale grande lezione tutti i giorni ti dava la Natura. E ad essa poco a poco cercavi di conformare la tua stessa vita. E molti anni più tardi, quando raccontasti al mondo la Via del Tao, avrebbero mai pensato coloro che ascoltarono i tuoi insegnamenti, che certe cose le avevi imparate sulla riva di quello stagno?

Credit Picture Pixabay

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